da un iscritto al PD di Porto Torres riceviamo la seguente nota che volentieri pubblichiamo.

Il sindaco di Porto Torres ha la memoria corta? O fa un po’ di confusione con le date e i regolamenti? Le primarie cittadine a Porto Torres non sono avvenute “dopo”, ma “prima” di quelle per il segretario nazionale e per quello regionale, come invece lui sostiene su La nuova del 7 marzo: in particolare quelle cittadine il 23 e 24 giugno, le altre il 26 ottobre sempre del 2009. Perché questa “svista”? Il sindaco ha la memoria corta? O fa confusione? Ricordo intanto che lo Statuto Nazionale è la stella polare del PD, in particolare «in assenza dei Regolamenti Regionali e di Circolo» (art. 52). Per quello Regionale, è notizia di sabato 6 marzo, è stato approvato il preambolo (siamo cioè ai preliminari), mentre quello di Circolo è stato approvato il 4 febbraio scorso. Lo Statuto Nazionale parla diffusamente di elezioni primarie regolandole: non a caso prima quelle del Partito Democratico (art. 18, composto da 9 commi), poi quelle di coalizione (art. 20, 6 commi).

Prima di ferragosto scorso, 130 tesserati al PD hanno chiesto al segretario del Circolo, rispettando metodi, percentuali e tempi stabiliti dallo Statuto, le primarie per scegliere il futuro candidato a sindaco del PD, candidando per questo ruolo Beniamino Scarpa. Ricordo che siamo nella prima metà di agosto 2009. I quadri dirigenti del PD, locali e non, nicchiano e non avviano le procedure, poi le negano perché non sono stati ancora approvati i Regolamenti Regionale e di Circolo. E qui hanno tutti la memoria corta. Perché lo Statuto, sempre all’art. 52 (Organi regionali e locali), stabilisce che «fino all’approvazione degli Statuti regionali, al funzionamento degli organi regionali e locali si applicano, ove compatibili, le norme previste dal presente Statuto con riferimento agli organi di livello nazionale».

Fino ad allora, ma ancora per poco, Porto Torres è amministrata dalla maggioranza scaturita dalle elezioni, quella di centrosinistra. Il 5 settembre (“stranamente” la lettera è stata scritta una ventina di giorni dopo, perché porta la data del cinque?), il sindaco uscente, «essendo al termine del primo mandato», scrive al segretario del Circolo «per avanzare la ricandidatura alla carica di Sindaco», invitandolo «ad attivare le procedure che consentano l’individuazione di eventuali candidature alternative». Eventuali candidature? Il sindaco ha la memoria corta. Una candidatura c’è già e non è eventuale. Poco male, se il partito ha due candidati si faranno le primarie, ben vengano. No; i dirigenti del PD le negano con le note motivazioni. Intanto il sindaco, con il segretario, il capo gruppo, e l’allora candidato alla segreteria regionale del PD, quindi non titolato a far accordi politici con chicchessia, ha deciso di cambiare la maggioranza in consiglio comunale – ecco il motivo della “svista” del sindaco su La Nuova (o ha fatto confusione?): qualora il segretario regionale fosse stato eletto nelle primarie di giugno, avrebbe avuto legittimazione a trattare, altrimenti “niente tituli” direbbe Mourinho -. Non un semplice rimpasto come vogliono far credere, ma trasformando la maggioranza di centrosinistra, che era scaturita dalle urne, in una maggioranza di centrosinistra-destra (qualcuno l’ha definita “maggioranza ad assetto variabile”). Senza coinvolgere il direttivo e l’assemblea dei tesserati che, invece, hanno tutti il diritto di partecipare alla scelta dell’indirizzo politico del partito (art. 2 commi 4 e 5 dello Statuto Nazionale). Altra amnesia.

Sempre il cinque, questa data però è ufficiale, firma l’accordo programmatico con sei forze politiche (Partito Democratico, Cristiano Popolari, Partito Sardo d’Azione, Udc, Sdi-Su, Civici). Il sindaco, ormai si sa, ha la memoria corta. Non ricorda che per le passate elezioni aveva firmato, con le forze politiche di centrosinistra che l’hanno sostenuto, un impegno a portare a termine la legislatura con quella coalizione. Il 10 settembre (ecco spiegata la “stranezza“ della lettera predatata consegnata al segretario del Circolo) tiene a battesimo la nuova giunta composta in gran parte da assessori che, sino a pochi giorni prima, erano all’opposizione e che addirittura erano assessori del centrodestra nella passata legislatura. Uno era addirittura il suo antagonista nelle scorse elezioni. Il 25 gennaio 2010, sempre in assenza del Regolamento del Circolo e di quello Regionale, reclama, per voce del segretario, le primarie di coalizione: quale? Quella legittima o quella usurpatrice, decisa da lui, con il capogruppo in Consiglio e con l’allora aspirante segretario regionale? Non ricorda – colpa della memoria corta – che una parte degli iscritti al PD aveva chiesto, secondo lo Statuto, le primarie di partito ad agosto, che erano state negate con motivazioni pretestuose; che il 13 novembre 2009 la coalizione di centrosinistra scaturita dalle ultime elezioni, con un percorso alla luce del sole, aveva fatto le primarie per eleggere il candidato alla carica di sindaco. Ecco, Beniamino Scarpa è il candidato eletto democraticamente alla carica di sindaco da parte di molti tesserati del PD e dai partiti del centrosinistra. La coalizione è stata poi presentata ufficialmente il 25 febbraio scorso, in una partecipata manifestazione pubblica nella sala F. Canu.

Questi sono i fatti. Poi c’è chi ha la memoria corta, chi racconta mezze verità (e quindi mezze bugie), chi la verità la travisa e chi cerca di piegarla ai propri interessi. Sono stati traditi quegli elettori che alle scorse elezioni hanno votato il centro sinistra? Lo diranno le urne. Se il sindaco uscente ha la memoria corta (tutto sommato mi auguro che sia così e non che sia in mala fede), l’elettore ha una memoria d’elefante e ricorda il programma che gli è stato presentato quasi cinque anni fa. Lo confronta con quanto è stato realizzato e si accorge che è rimasto un libro dei sogni.

In tempi in cui i media (purtroppo) parlano molto del “partito del fare”, il nostro sindaco dimentica di presentare un bilancio “del fatto” e fa proclami e annunci “del farò”. Ma lo sappiamo ha la memoria corta.

bruco

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