Insieme agli amici del Circolo sassarese Democrazia e Partecipazione e del”on. Guido Melis di buon mattino, insieme a cittadini di PortoTorres abbiamo fatto visita ai ragazzi della Vinils che hanno occupato le celle del vecchio carcere di Cala d’oliva di Diramazione Centrale. E’ stato Guido a voler incontrare gli operai, come sempre attento e sensibile ai loro problemi e senza trascurare che la solidarietà deve essere spontanea e concreta. E così è arrivato con gli amici di Sassari direttamente con la sua auto carica di adeguati vettovagliamenti per dare una mano alle difficcoltà concrete che nell’Isola sono maggiori che nella terraferma, di già enormi. Noi abbiamo preparato un pentolone di una favata classica pronta alla bisogna che ha avuto necessità di un mezzo apposito dato che l’ingombro non stava nel portabagagli di un’auto. A fare gli onori di casa, allo sbarco e Cala Reale, Pietro Marongiu il più vecchio di quei “ragazzi” ma anche uno dei più battaglieri insieme ad un paio di altri, tutti infreddoliti da un grecale che ha messo a KO più di uno di noi durante la traversata. Raggiungiamo le vecchie Patrie Galere di Cala d’Oliva con l’auto di Guido e un’ “apisgiedda” ricevuti da Tino Tellini e altri giovani con l’espressione di chi vive lontano dal mondo: Andrea, Ignazio, PierFranco e tutti gli altri irriducibili che sperano e combattono per continuare a garantire un futuro dignitoso per sè e per la famiglia. In fondo, anche per tutta la nostra Città che se viene spenta la Fabbrica subirà una crisi ancora peggiore di quella che stiamo già vivendo…..Visitiamo le celle, sette in tutto, la settima occupata da Pietro era occupata da un galeotto uxoricida: “mia moglie, dice Pietro, mi ha detto che posso anche trattenermi quì” e tutti sorridono nonostante la drammaticità della situazione. Sono felici della visita di Guido Melis: lo dicono senza adulazione, e ricordano che è l’unico politico che si sta occupando di loro sin dall’inizio, e che in Parlamento sta continuando a far sentire la sua voce per trovare una soluzione ad un problema che sarebbe già stato risolto se solo questo ineffabile governo di destra avesse voluto. Parlano tutti a lungo con lui, si confrontano sulle soluzioni possibili e Guido sostiene che quella più realistica e auspicabile è (vista la politica dell’ENI), l’offerta degli Arabi. Concordano tutti anche se i lavoratori temono l’opposizione dei colleghi Cagliaritani che si oppongono a passare ad una miltinazionale araba. Guido dice che sarebbe il male minore e che, piaccia o meno, questa è la globalizzazione.  A proposito di globalizzazione chiede di poter lasciare un messaggio direttamente sul piccolo computer che collega gli operai al resto del mondo grazie alla rete di Facebook e che è stato inattivo per due giorni perchè la tempesta ha buttato a terra un paio di pali della corrente elettrica. Un clima cordiale con un pò di tristezza che irrompe con il pianto improvviso di uno di quei padri di famiglia che da settembre non percepisce nemmeno una lira con moglie e due figli da mantenere!
Scarichiamo le vettovaglie e intanto ci confidano che non potranno resistere a lungo e che dovranno cercare altre forme di lotta per far sentire la loro voce ad un’opinione pubblica spesso distratta e più attenta all’isola dei famosi che all’Isola dei Cassintegrati. Prima di partire Guido Melis parla a lungo con Tellini che lo informa anche nei dettagli di quello che passa nelle loro menti. Un grande abbraccio perchè Guido sarà la sera ad un importante appuntamento del partito e dobbiamo lasciare  questi amici con un ” avvidezzi” e un groppone in gola.

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