L’ex Governatore smentisce le voci su una sua possibile uscita ma attacca il segretario Silvio Lai:<< Con il 51% delle preferenze non si possono stravolgere le regole>>
Non ho nessuna intenzione di uscire dal Pd perché voglio contribuire al progetto nazionale del partito, ma nella nostra isola il Pd deve essere il “Pd sardo” con un progetto definito che metta la Sardegna al primo posto. Un Pd sardo che sappia interpretare la storica aspirazione nazionale dei sardi attraverso la ridefinizione del sistema di interdipendenze con lo Stato e l’Ue e la conseguente affermazione di nuove sovranità e responsabilità». Dopo alcuni mesi di silenzio, Renato Soru torna in campo. «Non ho mai interrotto il mio impegno politico », spiega, riferendosi agli incontri organizzati settimanalmente da Sardegna Democratica sul territorio. «Finora ho partecipato poco ai lavori del Consiglio regionale, mi sono impegnato per il rilancio di Tiscali dove finalmente siamo riusciti a mettere in sicurezza i posti di lavoro a Cagliari e stabilizzare altri 200 lavoratori di società esterne. Ora ho iniziato a ritagliarmi più spazio. La totale assenza di questa amministrazione regionale nell’affrontare la crisi, la subalternità nel rapporto con lo Stato e l’emergere di alcuni poteri economici che stanno condizionando la politica regionale devono portare tutti a una maggiore partecipazione e vigilanza»».
C’è chi dice che voglia lasciare il PD e fondare un nuovo partito
«Sono un dirigente nazionale e un consigliere regionale del Pd. Faccio politica dentro il partito anche se partecipo a una associazione in cui cerco di parlare a un’area più vasta di persone che non si riconosce più nei partiti: la politica ha bisogno di maggiori rapporti con la società».
Nel Pd Sardo si ripresenta la spaccatura dei tempi di Tramatza : qualcuno parla di dittatura
«La nascita del Pd è stata travagliata in tutta Italia e in Sardegna le difficoltà sono più evidenti. Il segretario Lai, del quale tutti riconosciamo l’importante responsabilità, deve tener conto della volontà di partecipazione di tutti nel partito. È evidente che con il 51% delle preferenze non si possono stravolgere le regole fondamentali senza mettere a rischio l’adesione di tutti e la necessità di costruire un Pd più grande».
Condivide le aperture di Silvio Laial Psd’Az per le amministrative?
«La politica deve essere trasparente: ci devono essere due proposte alternative di governo senza troppi tatticismi. Le alleanze devono nascere da un unico progetto per la Sardegna: non si può essere assieme a Sassari e alternativi a Cagliari».
È possibile che presentiate candidati alternativi?
«In Provincia di Nuoro le primarie sono state già chieste è così potrà avvenire anche altrove. Non bisogna avere paura delle primarie. Le persone che portano entusiasmo e volontà sono un arricchimento che non deve andare disperso».
Da paladino dell’energia alternativa che pensa dell’eolico offshore?
«È ora che la Sardegna risponda a questa calata di nuovi barbari proseguendo con decisione la politica già avviata con l’Ente Acque per realizzare in proprio, a beneficio di tutti, gli impianti eolici effettivamente realizzabili».
Caso Santa Gilla: lei è stato uno dei pochi consiglieri a parlare …
«Anche i rappresentanti del centrodestra hanno avuto difficoltà a difendere l’idea indifendibile di comprare uffici regionali inutili quando la Sardegna sta perdendo il lavoro: se proprio dobbiamo pagare un debito elettorale comprando edifici trasformiamoli in appartamenti per chi ha bisogno».
Cosa ne pensa di questo Centrodestra
«Il Pdl e il centro destra hanno persino più problemi del Pd. Lo dimostra l’accoglienza a Fini del tutto inadatta a ricevere la terza carica dello Stato. Cappellacci viene smentito continuamente dal suo Governo che lo avvisa a cose già fatte e sottrae risorse già nostre: il governo regionale sta vivendo un momento di sbandamento».
Nel caso remoto di un ritorno alle urne si ricandiderebbe?
«Sono sottoposto a un processo che voglio affrontare serenamente: finchè non sarò assolto non sono disponibile a candidarmi a niente»
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marzo 4th, 2010 at 20:00
Soru rimane e siamo contenti di questo. Ma siamo proprio sicuri che altrettanto facciano tutti quelli che dicono di ispirarsi a lui?
marzo 4th, 2010 at 22:10
Anche Renato Soru sostiene che le primarie sono uno strumento utile, se non indisopensabile, in presenza di più candidati nello stesso partito. Perchè non indirle anche a Porto Torres tra Scarpa e Mura, per evitare di dividere la sinistra.
Mi pare di capire che anche l’assemblea provinciale del PD la pensi allo stesso modo.
marzo 4th, 2010 at 22:39
L’assemblea provinciale è variegata e non la pensa allo stesso modo:c’è chi riconosce le regole del Partito e la richiesta di primarie per Beniamino Scarpa fatte a norma di statuto e chi non riconosce o non vuole riconoscere il tradimento del sindaco Mura.
Le primarie si fanno prima di fare le coalizioni.Noi abbiamo chieste le Primarie del PD,in risposta si sono alleati con i peggiori nemici,non tanto di Renato Soru,ma dell’idea che tanti sardi hanno dei PD.
Comunque con chi ha sconfitto il PD in Sardegna.
Noi abbiamo chiesto le Primarie,abbiamo fatto la coalizione di centrosinistra,Altri hanno fatto altre cose,prima hanno tradito il mandato elettorale e poi vorrebbero fare non si capisce con chi le primarie.
Con il PSdAZ?
Con L’UPC?
Con l’UDC?
Con chi altri?……..
Ci vorrebbe almeno un pò più di rispetto per i nostri elettori
marzo 5th, 2010 at 11:43
ma primarie con quale coalizione? il segretario del Pd ha per caso consultato gli altri segretari del centro sinistra? e se si che risposte ha avuto? oppure solo psd’az e upc hanno risposto presente?, perchè se è cosi prima di spaccare un intera coalizione la segreteria dovrebbe lavorare per cercare di unire e non intestardirsi sul nome del sindaco attuale, visto che gli altri partiti ne hanno proposto un’altro sempre del Pd, hanno anche semplificato il compito del segretario trovando uno del suo partito, ma la segreteria non lo vuole a questo punto credo che se il pd non fa un passo indietro rischia seriamente di prendere una batosta epica
marzo 5th, 2010 at 13:15
Sul sito di Sardegna Democratica c’è un ricco e articolato commento di Marcello Fois che condivido pienamente. Anch’io, come afferma Fois, cerco di resistere dentro un Partito che sta mostrando sempre più segni di insofferenza nei confronti di chi, come me, è considerato parte di una minoranza scomoda perché critica, ma sana e coerente con i principi etici e politici che devono animare il PARTITO DEMOCRATICO (W SORU).
Stiamo assistendo in queste settimane al triste balletto dei “tavoli delle trattative” da cui dovrebbero sortire le future alleanze con le quali il PD si dovrà presentare alle prossime amministrative: sembra un tavolo da poker, dove si gioca al buio e una volta viste le carte si scopre che è tutto un bluff: i sardisti oggi a sinistra a Sassari e Porto Torres e a destra con Cappellacci a Cagliari. Il giorno dopo a destra anche a Sassari e in provincia in cambio della Poltrona di Presidente, mentre a Porto Torres ancora a sinistra, e così via. A due mesi dalle elezioni il BANCO sta per collassare: tutti rilanciano ma nessuno VEDE!
Anzi, noi stiamo VEDENDO da una postazione privilegiata, limpida e distaccata il gioco sporco che si sta facendo, mentre il CARTARO (leggi LAI) è degnamente affiancato da un croupier che in fatto di gioco d’azzardo non è secondo a nessuno, anche se in questi giorni si scopre che le carte forse erano truccate (vedi il processo che si sta celebrando a Sassari).
A tutti noi dispiace la deriva nella quale si è cacciato il PD, ma tant’è….
marzo 5th, 2010 at 13:41
tanto per restare nell’ambito di questa zona: il psd’az sta a sassari col pd , ad Alghero col Pdl a Porto torres con un pezzo del Pd in regione col pdl…… boh…..sinceramente non ci capisco piu niente, questi vogliono stare solo ed esclusivamente dove si governa o dove si intravedono più possibilità di vincere… ma basta corteggiare questa gente!!!! ma stiano soli!!