
Un articolo di Giorgio Todde oggi ci racconta come anche le anime di un posto così speciale come Tuvixeddu possono, alla fine, ribellarsi alle sconcezze di coloro che,su quelle tombe ne vogliono fare di tutti i colori.
Si potrebbe ormai anche dire che “il re è nudo” visto che ormai saltano fuori uno dopo l’altro gli interessi dei tanti che in quel posto hanno ben pensato di guadagnarci qualcosa, denaro o poltrone, non cambia il senso della vergogna…. Ma oltre al bel pezzo di Todde, mi permetto di segnalare quello che potete scaricarvi dal Sito del presidente Soru. E’ veramente illuminante e aiuta nelle riflessioni del perchè Soru dava tanto fastidio a destra e a sinistra. Dinamiche dell’antisorismo di Alessandro Mongili
Sostiene Gualtiero: “Non si fanno prigionieri”- Sostiene Paolo: “… anziché fare un parco in grazia di Dio, non avete rotto i c., tutta… dice che si voleva il parco: benissimo, facciamo il parco ma si compra visto che la proprietà è perfetta”. Registrata un anno fa, poco dopo il brindisi fra Cualbu e lo scialbo Cappellacci appena eletto, un’intercettazione telefonica (http://giornaleonline.unionesarda.ilsole24ore.com/print.aspx?Id=2426676&ty=c) ci fa piombare di colpo nel vero backstage dell’antisorismo: l’affarismo.
Altro che castixedda, mi hanno detto oggi al telefono! Infatti, quello che emerge è un opaco tessuto trasversale, in cui i “porci affari loro” vengono dati per scontati, in cui c’è una chiara sintonia e abitudine a intendersi, unito dall’opposizione sempre più accanita contro la realizzazione concreta di un programma riformista in Sardegna, che naturalmente avrebbe levato terreno alle allocazioni di denaro e di prebende verso i soliti noti. L’”Unione Pravda”, chissà perché e chissà per come, in ogni caso ce la ammannisce in diciasettesima pagina senza troppe storie, non proprio per glasnost’, immagino. Ma tant’è.
Il signor Paolo Maninchedda, attestato di chissà quali doti intellettuali e politiche e per questo nominato Presidente della Commissione Autonomia nella scorsa consiliatura e della Commissione Bilancio (!!) in questa disgraziatissima, ne esce come un piccolo maneggiatore di cortissima vista e a cortissimo raggio. La sua credibilità politica e intellettuale è annientata ma il suo futuro politico concreto, vista la compagnia, ne potrebbe uscire perfino rafforzato, chissà. Il signor Cualbu, al contrario, non suscita nessuna meraviglia, i suoi comportamenti sono in linea con le sue intercettazioni, ed è già un vantaggio, alla fin fine.
La sociologia ha preso così le sue rivincite sulle notizie del giorno. La castixedda ipotizzata con minima fantasia si disvela e si conferma, almeno qui. I discorsi di copertura sull’indipendenza, sulla lotta al Tiranno seddorese, sulle praterie per il pensiero (??) sardista, su nuove e ridicole Cartas de logu in cui si prendono per buone teorie al cui confronto i Falsi d’Arborea erano indubitabili, su ogni altra stupidaggine compulsiva relativa ai fantomatici “errori di Soru” (l’errorologia soriana), la pretestuosa polemica sulle sue assenze in Consiglio e pure sul suo carattere svaniscono come neve al sole. Su dinari. Gli affari. La figlia assunta. Il figlio piazzato. Le carriere all’ombra di padri e padrini spesso impresentabili. La moralità di una escort. I milioni in consulenze.
Il giornalismo usato e profumatamente finanziato, anche a sinistra. I corsi professionali. La “proprietà perfetta”, dice il teorico Maninchedda con espressione sinistra per un sardo (e per un macomerese), il Metroquadro come unico concetto astratto praticato per vite intere, magari abbellito da qualche fesseria stylish! Ecco il backstage di tutto questo antisorismo. Ambizioni senza fondamento e disprezzo per la sorte della Sardegna.
Che non a caso continua anche a sorismo terminato per nota (e personalmente da me esecrata) sconfitta elettorale. Ma questa furibonda opposizione a Soru per molti è necessaria, poiché egli rappresenta un incubo che si stava realizzando. Finalmente, qualcuno ha cercato di contenere nei suoi cinque anni di governo il ratto compulsivo delle risorse pubbliche della piccola nomenklatura nostrana e, oggi, la vanità parrocchiale di questi politici minimi al loro posto solo per ascendenza familiare.
Il viso indimenticabile della presidente orera Lombardo mentre impedisce a Soru di esprimersi, sfigurato dal dispetto e dall’ira di chi è già finita solo nel plexiglas e affonda nel ridicolo mentre l’altro, per così dire, vola alto; le tirate allucinanti di un sito dove è tarocco anche l’ultimo dei pixel come Rosarossa online (Rosa rossa e basta è invece un più realistico sito di escort, come si dice oggi), espressione dei castosauri e cui ogni insulto, insinuazione, refuso e confusione è concessa e immediatamente perdonata. Tutto benedetto dal colonnello Silviolai, tutto molto “professionisti della politica” in vista del terzo mandato, tutto molto indifferente alle nostre vite e troppo alle loro. Alla faccia di un PD che da partito di tutti si riduce in Sardegna a un’appendice di Hammamet.
State tranquilli, signori professionisti della politica. La vostra abitudine a perdere coltivatela per bene, vi servirà presto. Renato Soru non è un incidente di percorso, fatevene una ragione. La sua capacità di leadership non ha fatto altro che catalizzare un’energia positiva che percorreva tutta la società sarda, in Sardegna e nel nostro Disterru. Voi e i vostri improvvidi e miopi sostenitori nello spazio pubblico, invece, dovreste provare a guardare alle vostre tristi vicende dal punto di vista del cittadino estraneo al vostro mondo un po’ fosco, e allora capirete che come unica soluzione avete quella di dimettervi immediatamente da incarichi di cui non apparite affatto degni. Ne avete combinate veramente troppe.
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