Oggi con il solo voto contrario dei consiglieri Porcu e Cossu, il consiglio di Porto Torres ha dato prova del gradimento del Piano Casa di Capellacci & C. Il congliere Ortu ha dichiarato che grazie a ciò i cittadini di Porto Torres potranno avere in deroga al Piano Urbanistico un aumento del 20 o del 30% della cubatura, il sindaco Mura ha sottolineato che “la legge va rispettata” l’assessore Tanda ha detto che così va bene e i consiglieri Ivan Cermelli e Gian Franco Dessì della PdL hanno apprezzato questa condivisione della “nuova Maggioranza” di centrodestrasinistra.
A raccontarlo quasi non ci si crede: a nulla sono valse le richieste dei consiglieri del Gruppo Democratico sul fatto che il consiglio non è organo “tecnico” come l’assessore Tanda si è sforzato di spiegare, ma un organo Politico. A nulla è servito rammentare che così si approva il “Pasticcio Casa” di Berlusconi e Capellacci. Il consigliere Vacca ha ingiuriato i due consiglieri arrivando all’offesa personale. Non c’è che dire se il buon giorno si vede dal mattino c’è veramente da preoccuparsi. Insomma ormai è chiaro che il Piano Paesaggistico della Giunta Soru stava stretto a Mura e Vacca e che molto di più gradiscono quello di Berlusconi e &. Peccato che non si siano accorti che non vi sia nessuna risposta a chi della casa ne ha bisogno: le giovani coppie e chi avrebbe necessità dell’edilizia popolare.Ma che razza di politica è mai questa? Cosa c’entriamo noi con il “Piano Casa” di Capellacci?
Nonostante sia chiaro che le disposizioni che la giunta di destra sta cercando di farfugliare con il consenso di amministrazioni che abdicano la politica ai tecnici, non avranno nessun effeto essendo il Piano Paesaggistico sopra tali tentativi di aggiustare una legge porcata che è stata già dichiarata illeggittima anche sul piano nazionale ma che va bene per Mura e &. Sembra impossibile ma è tutto vero e scaricabile dal video della registrazione della seduta comunale di oggi 29 gennaio 2010…..
che brutta giornata!!
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gennaio 29th, 2010 at 23:00
Il Consiglio regionale si appresta a correggere, su iniziativa della giunta regionale che l’aveva proposta e fatta approvare appena due mesi fa, la legge regionale n. 4 del 23 ottobre del 2009 sul “rilancio del settore edilizio”. Parlo di “quer pasticciaccio brutto”, per dirla alla Carlo Emilio Gadda, dell’assessore Asunis e dei suoi declamati 40.000 cantieri ed oltre che si sarebbero dovuti subito aprire in spregio al piano paesaggistico della Regione ed ai principi fondamentali della legislazione urbanistica che hanno come caposaldo la pianificazione comunale del territorio.
Dopo soli due mesi, per il paradosso dei paradossi, chi va in cantiere per un restyling mica da niente è invece proprio la stessa legge regionale sul cemento selvaggio, perché per fortuna di cantieri, soprattutto di quelli che contano, non se ne sono ancora visti. Va in cantiere perché quella legge è un pasticciaccio brutto non solo nei contenuti ma anche nella strumentazione operativa tanto da essere praticamente inapplicabile. Così giunta e maggioranza in Consiglio regionale, che hanno scritto e approvato quella legge con una imperizia che è pari all’ingordigia degli ispiratori palesi ed occulti della stessa legge, tentano di correre al riparo con un intervento correttivo assolutamente inutile perché i rilievi di carattere costituzionale e quelli a carattere penale, in caso di violazione degli strumenti urbanistici dei comuni, ne paralizzeranno l’efficacia.
Un vero peccato per l’ineguagliabile ed inimitabile Cappellacci della campagna elettorale, quello dell’accattivante “Signore stia tranquillo…. prepari pure il cemento che tra poco arriviamo noi..!.” Un messaggio “urbi et orbi” dell’allora candidato presidente, anticipatore del disegno riformatore, in termini di uso consapevole del territorio, di salvaguardia delle caratteristiche paesaggistiche della nostra terra e di gestione dei beni pubblici, che avrebbe caratterizzato da li a poco la nuova giunta regionale. Ma anche un vero peccato per l’assessore Asunis che non sapendo come uscirne ha invitato i cittadini a rivolgersi niente meno che ai carabinieri per smuovere i comuni giustamente titubanti davanti alle norma controverse. Quando si dice che uno ha le idee chiare.
E pensare che questa legge era stata inizialmente propagandata dalla giunta Cappellacci niente di meno che come “Piano casa”, lasciando ad intendere, con il comunicato stampa del 17 luglio 2009 (“La giunta regionale ha varato il Piano casa”) che una delle sue finalità, se non la principale, fosse quella di assicurare una casa a chi oggi non la possiede. Parlo, naturalmente, di politica abitativa, quella che chi governa deve porre in essere per affrontare il disagio sociale delle famiglie senza casa e, perché no, per avviare nuovi cantieri e creare occupazione. Quella, per intenderci, totalmente assente nell’agenda della giunta Cappellacci.
Un piccolo grande trucco da vecchi mestieranti della politica, parrucconi ormai avvizziti ma ben nascosti dietro un sapiente maquillage di permissivismo urbanistico del “tanto cosa ci costa!”, nello stile del fondo tinta del nostro capo del governo, anche lui pronto a contrabbandare per “piano casa” aumenti volumetrici per le costruzioni esistenti, al di là delle regole e delle programmazioni in atto. Un trucco poi svelato dallo stesso assessore Asunis che, incalzato in Consiglio regionale, aveva dovuto ammettere nello scorso mese di ottobre che il “Piano casa”, quello per l’edilizia abitativa, era un’altra cosa, e che la giunta lo avrebbe presentato da li a poco allo stesso Consiglio non appena il governo Berlusconi avesse adottato gli adempimenti di competenza. Oggi lo stesso Asunis, nel silenzio tombale dell’assessore competente per materia Mario Angelo Giovanni Carta, ci dice che “a causa dell’incertezza sulla disponibilità dei fondi, il Piano sulle nuove abitazioni potrebbe vedere la luce fra un paio di mesi”.
Dunque anche qui colpa di Berlusconi, l’impertinente affascinatore della Sardegna, a sentire il direttore dell’Unione Sarda nel fondo dello scorso 16 gennaio, “prima sedotta e poi abbandonata” dallo statista, subito dopo le elezioni! Ebbene si, il Governo ha anche qui le sue colpe: lo stanziamento di 550 milioni assegnato alle Regioni dal governo Prodi nel 2007 per un programma straordinario di edilizia abitativa è stato ridotto dal governo Berlusconi a 200 milioni nel 2008. Pochi fondi e sbloccati solo da pochi giorni per l’insistenza di Regioni ed enti locali. Cosi la Sardegna che aveva potuto contare su un finanziamento di 20,5 milioni del 2007, subito programmati dalla giunta Soru, ha ora ricevuto soltanto 5,5 milioni. La parte rimanente, si legge in un comunicato del Governo ” sarà attivata non appena saranno rese disponibili le risorse”. Siamo anche qui ne più ne meno che al “campa cavallo” dei fondi FAS.
Ma basta tutto questo per spiegare l’inerzia totale dell’attuale giunta regionale nel campo dell’edilizia abitativa? Ovviamente no, ove si tenga presente che nessun atto di rilievo nel campo dell’edilizia residenziale pubblica e privata è stato adottato in questi 10 mesi ed oltre di governo dalla giunta Cappellacci, a parte l’incremento del mutuo agevolato sulla legge 32 del 1985 peraltro non ancora in vigore. Neanche i contributi a fondo perduto per l’acquisto della prima casa, copiati con la finanziaria 2009 dal modello della giunta Soru, hanno visto la luce a distanza di quasi sei mesi. Neanche una striminzita delibera di programmazione per questi contributi, figuratevi il bando.
E i finanziamenti per gli interventi per gli alloggi a canone sociale e moderato? In attesa del piano Berlusconi, ci dice Asunis, l’assessore regionale supplente dell’edilizia abitativa. E a gennaio inoltrato del 2010 non ha ancora visto luce la delibera per la ripartizione a favore dei comuni dei finanziamenti del 2009 del Fondo nazionale per il sostegno all’accesso alle abitazioni in locazione, fondi che i comuni della Sardegna si erano abituati ad avere, a partire dal 2005, nell’anno di competenza, come richiesto dai sindacati regionali degli inquilini. Per non parlare del totale silenzio sul recupero del quartiere di S. Elia, a Cagliari, su cui mi soffermo più avanti.
Si dirà, ma la giunta Soru? Quella giunta nel triennio 2006-2008 ha attivato programmi a favore dell’edilizia abitativa con uno stanziamento complessivo di 369 milioni destinati a circa 31.800 famiglie, con una forte caratterizzazione sociale della sua politica abitativa. Ne illustro i tratti salienti.
Edilizia agevolata e contributi a fondo perduto per la prima casa.
E’ stato attivato nel triennio uno stanziamento complessivo di 125 milioni a favore di 9.632 famiglie, così ripartito: 6273 mutui agevolati a tasso ridotto del 50%, 2259 mutui a “tasso zero” per le famiglie di nuova formazione (giovani coppie), 1100 contributi a fondo perduto da 20.000 a 25.000 euro, con preferenza per gli interventi di recupero e per le famiglie di nuova formazione e i genitori soli con figli a carico.
Edilizia residenziale pubblica (edilizia a canone sociale e a canone moderato).
Per la realizzazione di programmi di riqualificazione urbana e di alloggi di edilizia residenziale pubblica e per interventi di recupero per rendere meglio vivibili gli alloggi di edilizia economica e popolare di AREA (Azienda regionale dell’edilizia abitativa) e dei comuni, sono stati approvati nel triennio 2006-2008 programmi per un importo pari a 216 milioni che interessano 4800 alloggi. Di questi 482 saranno alloggi di nuova edificazione, da assegnare a canone sociale, e verranno costruiti in 43 comuni mentre altri 1200 alloggi, suddivisi in 154 interventi comunali, verranno realizzati senza creare nuove periferie urbane attraverso il recupero a fini residenziali da parte dei comuni di fabbricati in disuso, recuperando così anche porzioni degradate dei centri urbani. 485 degli alloggi recuperati verranno assegnati a canone sociale, i restanti 715 a canone moderato, con facoltà di riscatto in proprietà degli stessi alloggi da parte degli assegnatari.
Tra i programmi di riqualificazione urbana ricordiamo quelli di S. Elia a Cagliari, di Monte Rosello e del Quadrilatero a Sassari, di via Indipendenza a Oristano, del recupero delle “casermette” ad Iglesias e l’intervento di riqualificazione a La Maddalena. Dell’intervento di riqualificazione di S. Elia, frutto di un qualificatissimo studio di prestigiose università e studi di architettura, approfonditamente discusso attraverso i laboratori di progettazione con gli abitanti del quartiere stesso ed il comune di Cagliari sino ad arrivare ad un articolato studio di fattibilità e con un primo stanziamento dedicato di 30 milioni, non si parla ormai più. Ha taciuto e tace colpevolmente il comune di Cagliari che su quello studio ha preferito non esprimersi e tace ancor più colpevolmente la Regione, senza bussola nella materia, da quando si è insediata la giunta Cappellacci.
Piano di vendita del patrimonio pubblico
E’ stato approvato nel 2008 il piano di vendita alloggi di proprietà di AREA, l’Azienda regionale dell’edilizia abitativa che con la riforma della giunta Soru del 2006 ha sostituito i vecchi IACP tagliando ben 24 posti di sottogoverno. Con il piano è stata autorizzata la vendita a prezzo agevolato agli assegnatari che ne faranno richiesta di 18.100 alloggi, pari al 75% dei 22.937 alloggi di proprietà di AREA. Assicurata la permanenza nell’abitazione agli assegnatari che non chiederanno di acquistare la casa. Previsto un introito, da destinare a nuovi interventi di edilizia residenziale pubblica, di 590 milioni.
Fondo nazionale per il sostegno all’accesso alle abitazioni in locazione
Con il determinante intervento finanziario della Regione, che ha sensibilmente integrato i finanziamenti statali previsti dalla legge 431 del 1998 e attivato così la premialità dei fondi statali per il sostegno dei canoni delle famiglie più povere con contratto di locazione, sono stati attivati nel triennio 2006-2008 finanziamenti per 27 milioni, con aiuti a 17.333 famiglie, con percentuali di soddisfacimento della domanda pari all’81% nel 2006, al 56% nel 2007 ed al 73% nel 2008. Sino al 2004 la Regione non aveva stanziato neanche un euro per questo sostegno alle famiglie povere.
Quello descritto è un vero “Piano casa”. Quello della Giunta Soru. Vi sono previsti articolati interventi e ragguardevoli stanziamenti a loro sostegno che affrontano il disagio abitativo in termini corretti, soprattutto attraverso il recupero di patrimonio abitativo ed interventi sull’esistente, per dare fiato all’affitto sociale. Ma che consentono di attivare un numero ragguardevole di cantieri generando occupazione aggiuntiva. Gran parte di questo piano è stata attivata senza attendere gli interventi del governo Berlusconi, che, statene certi, non arriveranno.
Quello della giunta Cappellacci non è invece un Piano casa, bensì un piano di volumetrie regalate – e chi non le accetta? – per ottenere consenso da chi la casa l’ha già e tanti più di una. Per il vero Piano casa, quello che interessa le famiglie sarde che la casa ancora non la possiedono, armatevi di pazienza. C’è da attendere.