L’Asinara non ha bisogno di contaminazioni

Meglio che Stintino non porti nulla in dote sarebbe «pericoloso»

SANDRO ROGGIO
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Mi dispiace che il sindaco di Stintino (Nuova Sardegna del 31 agosto) non abbia gradito il mio intervento benché non si opponesse all’idea che gli sta più a cuore. Ho scritto che sarebbe meglio se il suo Comune facesse parte dell’organo di governo del Parco senza contropartite. Se non porta nulla in dote tanto meglio. Per non svilire il senso che si attribuisce a un parco naturale con un adempimento-lasciapassare. Perché non incrementerebbe il valore dell’Asinara un pezzo di terra avulso dalla sua dimensione definita. Come se si aggiungessero pagine in coda ad un racconto concluso solo perché è avanzata la carta.
Insisto: l’Asinara ha una dimensione geografica e storica netta e autosufficiente e teme la contaminazione che può venire da forme d’uso antitetiche con l’idea che sottintende. Se lo immagina il sindaco l’imbarazzo della guida che dovesse fare passare il visitatore verso il pezzo di parco aggiunto attraverso “Country club Bagaglino” o scansando gli episodi salienti dell’edificato a Capo Falcone? Si pensi alle aspettative severe dei visitatori (in crescita) dei parchi naturali e si immagini la loro faccia. Di fronte a quegli esempi di aggressione al territorio che il sindaco minimizza e declassa a semplice “disordine edilizio”. Evidentemente non vede, per assuefazione immagino. E io mi sento come Steve e Jane nel film “Blob” quando riferivano ai concittadini dell’avanzata del fluido gelatinoso senza essere creduti.
Non ci intendiamo, ma non dispero. Si capirà prima o poi che partigianerie e forzature indeboliscono la credibilità del messaggio di un’area protetta che proprio non ammette la doppiezza dei ruoli. D’altra parte il nuovo corso annunciato dal sindaco è un bel segnale. La svolta assicurata nel governo del territorio è apprezzabile (è il Ppr a chiederla); come l’orgoglio per la presenza di siti d’interesse comunitario (ma non per scelta della amministrazione locale). E’ bene che si abbiano progetti di risanamento di parti straziate (ma è meglio non illudersi: se n’è convinto pure Nanneddu a forza di ripeterglielo che “a sicut erat no torrat mai”). Ed è importante lo sguardo da vicino (ma un Parco nazionale è translocale per definizione e si giova di un’attenzione non localista). Mi devo infine scusare con i vip citati nelle cronache della manifestazione. Alcuni non li conoscevo e quindi ho scritto “vip più o meno vip”. Che stava per più o meno noti: a me ovviamente. Nessuna volontà di sminuire il parterre e la universale reputazione degli uomini politici coinvolti. Ai quali va pure l’encomio per essersi impegnati a dissuadere il sindaco dal proposito di continuare il picchettaggio balneare con tanto di magliette-slogan, a conferma della mia sensazione di una iniziativa un po’ avventata, come serve purtroppo per stare nella società dell’audience.

Migliorare la continuità territoriale con l’Asinara

…..per un Parco Nazional Popolare Sardo…..

Il consigliere Madeddu spiega le ragioni del suo voto contrario alla mozione di Città Democratica che sollecita il governo nazionale e quello regionale a farsi carico, finalmente, della nomina del presidente. La mozione è stata condivisa da tutto il consoglio comunale, dalla Sinistra per Porto Torres sino ad Alleanza Nazionale. Ma, tantè, che bisogna distinguersi. Leggi il resto di questo articolo »

Qualcuno salvi il soldato Damiano….

Qualcuno salvi il soldato Damiano……

a leggere le dichiarazioni del segretario del PD c’è da rimanere basiti.
Eppure c’era il giorno del consiglio e ha sentito con le sue orecchie la mozione di Città Democratica sul Parco e sulla richiesta di fare presto le nomine del comitato di gestione. Leggi il resto di questo articolo »

Un pò di numeri sulle liste della coalizione di BENIAMINO SCARPA

La Coalizione di Beniamino Scarpa
Candidati F M
113 35 78
31% 69%
Nome Lista femmine maschi
Città Democratica 7 35% 13 65%
Italia dei Valori 5 29% 12 71%
L’altra Città 6 35% 11 65%
La Sinistra 11 55% 9 45%
Nuova PortoTorres 5 25% 15 75%
Partecipazione Popolare 1 5% 18 95%
35 31% 78 69%
età media liste anni età media totale
Città Democratica 43 40
Italia dei Valori 37
L’altra Città 38
La Sinistra 47
Nuova PortoTorres 31
Partecipazione Popolare 42
da 18 a 39 anni 59 52,2%
da 40 a 50 anni 31 27,4%
da 50 a 60 anni 17 15,0%
oltre 60 anni 6 5,3%

L’allegra incoscienza del Pd sardo che non vuole cambiare

L’analisi del Deputato del Partito Democratico Guido Melis:

Va al voto con la minoranza tenuta sotto scacco e i soliti eterni candidati: un’occasione persa

GUIDO MELIS (Deputato del Pd)

Come gli spensierati passeggeri del Titanic, i dirigenti del Pd sardo, di quello sassarese in particolare, ballano incoscienti prima della tragedia. Porto Torres, Ittiri, Alghero, soprattutto Nuoro, il Medio Campidano, Cagliari: non c’è scenario elettorale in Sardegna che non veda tensioni mortali tra una maggioranza del Pd (esigua, per altro) che si crede protervamente padrona delle liste e una minoranza (pure consistente sino a sfiorare il 40%) sistematicamente tenuta sotto scacco. Leggi il resto di questo articolo »