FLOTTA SARDA, INDISPENSABILE UNA TRATTA TRA PORTO TORRES E LA PENISOLA

Comunicato Stampa 13/2012

Il sindaco Beniamino Scarpa rinnova la richiesta di attivazione della linea con Livorno

«I settori produttivi e dell’autotrasporto ci segnalano un traffico esiguo, in questi giorni, sulle navi della Flotta Sarda che collegano Olbia con Civitavecchia e viceversa, mentre è pervenuta all’amministrazione locale una forte richiesta da parte delle forze economiche del territorio per l’attivazione di un collegamento marittimo tra Porto Torres e Livorno. Leggi il resto di questo articolo »

EROSIONE COSTIERA: STANZIATI 1,6 MILIONI PER INTERVENTI DI CONSOLIDAMENTO

Comunicato Stampa 12/2012

Verranno realizzate opere di protezione e ripascimento nel litorale di Scogliolungo e Acque Dolci

Consolidare le aree costiere e potenziare la fruibilità del litorale attraverso nuovi interventi che verranno realizzati grazie a un finanziamento regionale di 1,6 milioni di euro. Leggi il resto di questo articolo »

«GIÁ AVVIATE LE PROCEDURE PER LA DEFINIZIONE DEGLI EMOLUMENTI RELATIVI AL FONDO DELLA PRODUTTIVITÁ»

Comunicato Stampa 09/2012

L’assessore al Personale, Walter Corrias, replica alle dichiarazioni della Cisl Fp

«L’amministrazione comunale a cui mi onoro di appartenere ha già attivato quanto di propria competenza per la definizione delle spettanze del personale dipendente, da erogarsi nei tempi tecnici più brevi possibili. Stupisce che, benché sia stata dimostrata la massima disponibilità alla discussione e la massima apertura, si privilegino, quale strumento di dialogo, i comunicati stampa e le lettere formali piuttosto che i contatti diretti». Leggi il resto di questo articolo »

«UN PNEUMOLOGO AL POLIAMBULATORIO DI PORTO TORRES»

Comunicato Stampa 07/2012

Il sindaco Beniamino Scarpa chiede alla Asl la nomina di un medico a tempo pieno

Il sindaco Beniamino Scarpa ha chiesto alla Asl di Sassari di individuare un nuovo pneumologo per il servizio sanitario di Porto Torres. Da quasi un mese la sezione del poliambulatorio di Andriolu dedicata alla cura delle malattie respiratorie non ha un medico di riferimento. Leggi il resto di questo articolo »

Ultime dal sig. Bertoldo

Dopo mesi di silenzio il sig. Bertoldo ci ha inviato questa interessante lettera che volentieri pubblichiamo .

Cronache di una guerra che non è mai scoppiata……

A volte ad essere troppo pessimisti,si corre il rischio di diventare anche un po’ miopi.
E ogni tanto capita di leggere titoli che ti allarmano e preoccupano,salvo poi accorgerti che sono fotografie di una macchina un po’ difettosa che sviluppa immagini di fantasia.
L’altro ieri il titolo:
Nel rione Oleandro cresce il degrado
E uno si immagina sporcizia,disordine,incuria,buio di notte ,insomma si preoccupa di capire cosa è successo in un quartiere che è nella sua testa una bella zona,lontana dal traffico veicolare,molto alberata,fatta di grandi condomini e villette condominiali in cui tanti hanno deciso di andare a vivere.
Oltre al titolone ,una foto di un ammasso di ramaglie che conferma il grido d’allarme del titolone….
Poi vai a vedere e pensi: ma  chi ha dichiarato la guerra in quel quartiere ci sarà davvero passato
Le ramaglie erano quelle di un albero abbattuto dal fortunale qualche giorno prima, solo che erano già state portate via prima di fare il titolone e la strada perfettamente pulita i giorni prima dell’articolo ma se questo non bastasse ti ritrovi a vedere una squadra del Comune che sta eseguendo una puntigliosa pulizia delle gradi superfici verdi che caratterizzano il Quartiere Oleandro……
Vabbè……ti dici, può capitare….magari se ci si informava di più in quartiere ne avrebbe guadagnato perché chi non c’è andato di sicuro,dovendosi comprare casa,avrebbe pensato che era meglio andare a comprare altrove…ma le dichiarazioni di guerra,si sa,spaventano….

Ok,ti dici,la guerra è finita …ma oggi apri il giornale e di nuovo ti spaventi colpito dal titolone:

San Gavino, oltre ai vandali il degrado…..
Accidenti a loro questi accidenti di zingari!!! Ci hanno danneggiato il posto a noi più caro!!!l’antica colonna romana,ma non solo anche la trachite del basamento……accidenti,meno male che le hanno pizzicate queste tre zingare ( notare il crescere del sentimento di razzismo che cresce in tutti quelli che leggono il titolone…) porca miseria!!! E non è finita:ci sarebbe tutto San Gavino che,oltre ai vandali (gli zingari prima di tutti) subisce un degrado……..

Ormai è GUERRA!!! DEGRADO,dappertutto mannaggia…….
Allora ancora ci preoccupiamo e con degli amici andiamo subito a vede cosa hanno combinato questi zingari( mannaggia a loro,se li troviamo!!….) ma quando arriviamo alla colonna facciamo una faticaccia a trovare la minima traccia di questo atto di grande vandalismo (danneggiamento di patrimonio archeologico…) non si vede nulla: che ci sia un’altra colonna? Bhò!! Giriamo nelle Cumbessias ed è tutto in ordine,il prato,le aiuole,la chiesa….insomma ma cosa è successo per fare un’altra dichiarazione di guerra? E cosa avranno pensato quelli che abitano lontano e che amano la nostra Basilica?…..
Nel frattempo passa una coppia di Rom che ci guarda incuriosita:forse anche loro volevano controllare …
Ce ne andiamo a prenderci un buon caffè tanto la guerra è già finita,anzi,non è manco cominciata…..bisognerà dirglielo…….

Bertoldo

Per riflettere…..

12/01/2012

Nell’ultimo scorcio del 2011 la politica italiana è andata incontro a radicali sommovimenti. Naufragata la più ampia maggioranza dell’esperienza repubblicana è nato un governo per la prima volta senza nessun rappresentante del Parlamento ma con la missione di evitare il collasso finanziario dello Stato e con esso la fine dell’euro. La Sardegna, pur in presenza di una dirompente crisi economica e istituzionale, vive invece una grigia stagione di stagnazione politica. La maggioranza scaturita dal voto del 2009 galleggia rassegnata nella ordinaria amministrazione di un Istituto autonomistico sempre più esangue e delegittimato. L’opposizione fa diligentemente il suo mestiere in Consiglio regionale ma non riesce a disegnare un progetto alternativo capace di mobilitare le migliori energie popolari e autonomistiche della nostra Isola. Il PD, principale forza dello schieramento progressista, dopo una bella e promettente primavera elettorale, sta di nuovo scivolando nella endemica conflittualità dei suoi stagionati gruppi dirigenti e intanto va spegnendosi la sua ambizione di essere il perno della nascita di un grande nuovo soggetto politico, autonomista e federalista, ancorato in primo luogo agli interessi, alla soggettività e alla sovranità del popolo sardo.

Decifrare il dibattito e il percorso del principale partito del centrosinistra sardo e da un po’ di tempo quanto mai problematico.La discussione e i documenti che si votano nei cosiddetti organismi dirigenti stanno diventando sempre più velleitari e incomprensibili a chi guarda ancora la politica con occhi limpidi. La maggioranza dei consiglieri regionali chiedono un incontro urgente al Segretario nazionale per denunciare il mancato rispetto di un documento votato pressoché all’unanimità dalla Direzione regionale. Altri prendono iniziative unilaterali per delimitare recinti dentro l’area del Segretario nazionale e regionale.

Anche le tante e feconde discussioni programmatiche, che si diffondono copiosamente nel territorio, sono spesso indebolite dalla esclusione sistematica di una parte significativa del patrimonio culturale del riformismo e dell’autonomismo sardo. Vedere il vivaio e i nativi del PD dividersi in due curve di tifoserie, a Macomer e a Nuoro, per applaudire o fischiare “le vecchie glorie” è francamente desolante. Qualcuno si dovrebbe rifiutare di arbitrare quelle partite. In particolare i componenti di una segreteria composta con spirito unitario. Gli organismi scaturiti democraticamente dal congresso fondativo vivono l’imbarazzo di uno sfaldamento della maggioranza che ha eletto Silvio Lai e di un cammino che prosegue con l’apporto responsabile e determinante di una minoranza fino a ieri molto intransigente e adesso, con qualche suo esponente, troppo diligentemente impegnata a sostenere il Segretario per irrigidire i diaframmi dentro la cosiddetta area Bersani. Le scadenze elettorali si sono allontanate ma paradossalmente le tensioni interne si sono acuite.

Si ha la non tranquillizzante sensazione che il calendario organizzativo e congressuale si stia rimodulando principalmente in funzione degli appuntamenti con le candidature, prima per il Parlamento e poi per il Consiglio regionale. Un partito con queste ossessioni e con l’agenda dettata dagli stessi attori da quasi un decennio non può fare molta strada nella considerazione e nella fiducia popolare. Lo dico anche autocriticamente. Se l’epicentro dei tormenti del PD è ancora la Presidenza della Regione e la possibile ricandidatura di Renato Soru allora è bene che questo tema venga subito in campo alla luce del sole e venga dipanato in Sardegna e non in qualche ufficio politico romano in zona cesarini.

La guida della Regione del centrosinistra sardo non riguarda solo un partito ma eludere questo nodo fino alla vigilia delle elezioni o delle primarie a me sembra molto rischioso. La lezione di Cagliari va metabolizzata e messa a frutto in maniera intelligente da un gruppo dirigente maturo e lungimirante. Ad iniziare proprio da Soru che ha dato un apprezzabile contributo, pochi mesi fa, per ricomporre le fratture congressuali e adesso è chiamato alla prova cruciale di mettere a disposizione del suo partito e della Sardegna tutto il peso della sua autorevolezza, della sua capacità innovativa e della sua intelligenza critica nella valutazione accurata della sua esperienza di governo e delle condizioni per un possibile rilancio, in un quadro chiaro di corresponsabilità delle forze sane e vive della società sarda. La ricandidatura per la terza volta di un Presidente carismatico e spigoloso come Soru non è a priori né un azzardo né un evento palingenetico. La greve esperienza della destra che sta governando oggi la Sardegna ha aperto gli occhi a molti sardi che stanno rivalutando l’orizzonte nuovo e alto che la stagione soriana aveva delineato per rendere finalmente libera e protagonista del suo futuro la nostra comunità regionale. Però quell’esperienza si è conclusa ,alla fine del 2008, con una cocente sconfitta. Anziché continuare con l’analisi recriminatoria e consolatoria dell’auto-sconfitta o peggio del sabotaggio interno io penso che sia opportuno riflettere sui fattori che nell’azione di governo e di riforma hanno allontanato il centro sinistra da una parte consistente dei suoi referenti sociali.

Le prossime elezioni regionali non devono essere quelle della rivincita o della resa dei conti, nel PD e nel centrosinistra, ma l’opportunità per un nuovo patto democratico con la maggioranza dei sardi. Quello che sta accadendo nel PD in questa fase non riguarda solo il PD e il suo attuale vertice. In gioco c’è di nuovo la prospettiva di dare alla politica e all’autonomia sarda una classe dirigente e un’organizzazione della rappresentanza democratica capaci di raccogliere le potenzialità culturali e civili della nostra terra e le opportunità di riscatto e di modernizzazione che questa fase storica offre.

Emanuele Sanna